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Quello che vorrei fosse chiaro a scanso di equivoci è che quando parlo di Costellazioni Ipnotiche non parlo di psicogenealogia né dei riferimenti morali impliciti nel modello di Hellinger.

Quello che ci allontana radicalmente è il presupposto presente in troppe religioni oscurantiste, a partire da buona parte della religione scientifica, che sia possibile fare risalire i fenomeni ad una causa e che sia possibile intervenire su questa fantomatica causa per modificare il fenomeno, soprattutto senza che questo non diventi causa di altri fenomeni indesiderabili per qualcun altro.

Il passo da questo pre-concetto epistemologico all’atteggiamento morale della ricerca della colpa, come se sia possibile rinvenirne una di univoca e che sia possibile un’escatologia a partire dalla confessione o dall’esorcismo è veramente breve.

Bisogna fare attenzione a non far passare quanto si fa in nome di un Amore e dei suoi fantomatici ordini, in una caccia alle streghe allucinatoria!

Con questo non voglio dire che una tematica e una narrazione genealogica non abbia ragion d’essere, ma solo in un contesto narrativo e non in una presunzione di causa e peggio ancora di colpa. Anche se sono certo che non sono molti i “costellazionisti psicogenealogici” che farebbero un’affermazione simile, di fatto troppi resoconti esorcistici dei loro lavori sono trasformati in cimiteri o telefilm criminali e, soprattutto, troppi clienti hanno sviluppato un desiderio quantomeno morboso di scoprire il morto o l’assassino che si nasconde nella storia della loro, altrimenti muta ed indifferente genealogia.

Ricollegarsi con le nostre radici è un gesto di accettazione e riconoscenza: in questo senso sì, d’amore. E la fusione del divenire del passato e — non dimentichiamocelo — del futuro di un tempo che non esiste al di fuori della nostra sezione di realtà, è un’istanza fondamentale per l’integrità che tuttavia viene a perdere qualsiasi significato a mano a mano che ci allontaniamo dal qui ed ora fenomenologico e circolare.

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